domenica 26 maggio 2013

Per l'Italia


Centocinquanta e non li dimostra
gli anni che l'Italia s'è riunita
da espressione geografica
col tricolore diventata Patria.

Ai cento mi ricordo adolescente
il libretto donatomi studente
e nessuno metteva in discussione
se davver buona cosa fu l'Unione.

Erano di benessere gli anni
i mitici sessanta del secolo scorso
e i giovani vedevano sviluppi
per tutti d'inarrestabile progresso.

Oggi nell'era della globalizzazione
l'Italia mia è incerta e paurosa
con egoismi e odi seminati
a piene mani per aver potere.

Povera Italia nostra
ridotta a fare controvoglia festa
scambiandola col quattro di novembre
ché occorre risparmiare!

Ma passerà come diceva Eduardo
'a da passà pure sta nuttata
giovane Italia diverrà migliore
con l'inno e sventolando il tricolore.

Per le donne


L'otto di marzo avvicina
raccontano in boccio le mimose
 e l'oro preparano della fiorita
regalo di festa alle donne.

Ce n'è che protesta
"Non vale
è moda codesto lodare!"
dimenticando la storia.

Qui non la voglio narrare
ma è facile da immaginare
tributo a riscattare il dolore
di rose che meritano amore.

Tre voci

 

SARA

Sono scesa dal treno
puntuale al capolinea
dell'ultima stazione.

Mi hanno diviso
dal figlio e dal padre
e sulla carne numerata.

Scheletro che cammina
aspetto affamato
di fuggire nel fumo le Bestie.

DAVID

Quando mi hanno strappato
a mamma e nonno
ho pianto tanto.

Mi hanno detto
che era per poco
dopo la doccia da bravo.

Così sono salito in Cielo
per primo
e lì non ci dividono.

JACOB

Suono il violino
nell'orchestrina del campo
perché è musicofilo
il responsabile ariano.

Mi ha detto
che al cane lupo
piace il pizzicato
e l'ho accontentato.

Di notte sento
piangere il silenzio
e urlare il fumo
acre del camino.

Suono il violino
nell'orchestrina del campo...

Sant'Antoni


Sant'Antoni dul purscèl
ul tòo dì l'è propri bèl!

La vigilia ul foeugh al scalda
e i tusànn e i giuvinòtt.

Fa sentì vint ann adoss
a tucc quìi c'hann pasàa i anta.

I pesìtt, i salamìtt, la barbera,
i fritej dùlz e i firuni da castègn
cunt i lùus del mercàa a sira
fan piasèe a tucc i gent.

A mesdì de la toa festa
a la Motta da Varès
davant la gièsa
tucc i besti benedìs!

Ed insèma anca i òmen,
sant'Antoni barba bianca,
benedìs, tantu ta preghi,
ca pusèe da ier incoeu
da vèss buni g'hèmm bèsogn.

sabato 25 maggio 2013

I bulli


Vivono il tempo delle cicale
ragazzi senza pensieri
discoli sbruffoni
che più non tiene la Scuola.

Sporcano con parolacce
le vite appena fiorite
seguendo il capo del branco
in violenze gratuite
di cui si vantan ridendo
ignari di perder le ali
nel fuoco dei primi reati
e di restarne segnati.

Finestrino


Intento da dietro il finestrino
guardo correre il mondo
come a venirmi incontro.

I campi passano
i fiumi e le case salutano
dalle montagne discendo
ché dal mare sono atteso.

Attento accanto al finestrino
curioso come un bimbo
voglio scoprire il mondo.

Gli attimi conservo
stanno come un tesoro
da coltivare dentro
dei viaggi sul mio treno.

Mamma




Sei la prima parola d'ogni nato
della tua carne plasmato
col piccolo cuore al tuo legato
figlio nel ventre maturato
bellissimo frutto desiderato
di cui il primo amore sei stato
e che ti ha fatto di terra paradiso
quando "mamma" ti ha invocato.

Sei l'ultimo pensiero d'ogni uomo
nell'attimo che segna il passaggio
ché ti vuole raggiungere in cielo
per ritrovarsi appagato d'affetto
madre che tutti i popoli celebrano
tu che mai neghi il soccorso
e che scusi sempre il tuo bimbo
da cui anche il dolore t'è grato.

Sei festeggiata di maggio
regalata di rose e profumo
tu del bel fiore in accordo
per le spine del sacrificio
che sopporti per il tuo diletto
quello stesso che ogni giorno
vorrebbe come un fanciullo
d'accanto starti ben stretto.